Una brava ragazza con un’anima da troia

Una brava ragazza con un’anima da troia

Sono sempre stata una di quelle ragazze con la testa sulle spalle, quella posata, brava a scuola, la figlia perfetta, quella che tutti i genitori vorrebbero. Trent' anni, una laurea in Economia, un fidanzato storico, dolce e amorevole ma tiepidino e poco soddisfacente a letto, con il quale difficilmente ero mai andata oltre la classica " missionaria".

Sono sempre stata una di quelle ragazze con la testa sulle spalle, quella posata, brava a scuola, la figlia perfetta, quella che tutti i genitori vorrebbero.
Trent’ anni, una laurea in Economia, un fidanzato storico, dolce e amorevole ma tiepidino e poco soddisfacente a letto, con il quale difficilmente ero mai andata oltre la classica ” missionaria“.

Ma mentre tutti pensavano di sapere ogni cosa di me, io dentro fremevo sentivo le mie pulsioni sessuali crescere, le mie fantasie si facevano sempre più estreme.
Sognavo di fare sesso con uno sconosciuto, di essere posseduta brutalmente da due, tre, dieci uomini insieme, bramavo cazzi duri e vogliosi che mi penetravano davanti e dietro facendo di me una vera donna facendomi sentire la troia che nessuno vedeva, ma io sentivo di essere.

Fantasie da troia diventano realtà

Ho sempre avuto un sacco di fantasie, da ragazzina. Ma ora sono diventate realtà. Sono una grande troia!

Le mie fantasie da troia diventano realtà

Per molto tempo rimasero solo fantasie a cui pensavo quando mi masturbavo sotto la doccia.
Nulla di reale, fino al giorno in cui incontrai Lui;

Prendevo sempre lo stesso treno per andare al lavoro e lo vedevo spesso alla stazione, devo ammettere che l’avevo notato era molto bello, 40 anni, atletico, intrigante e misterioso, ma non avevo nemmeno mai immaginato quello che sarebbe successo, fino alla mattina in cui mi si avvicinò e mi disse semplicemente: “ io ti ho capita, io so esattamente cosa vuoi, vuoi il mio cazzo dentro di te” rimasi scioccata, il treno arrivó e io salii di fretta, come osava parlarmi così, non mi conosceva nemmeno.
Ma da quel momento non riuscii più a smettere di pensare a lui, aveva visto davvero dentro di me aveva capito che cosa volevo, passai la giornata a fantasticare, a immaginare come sarebbe stato farmi cavalcare selvaggiamente da lui, farmi scopare la figa, farmi sfondare il culo, a quanto avrei goduto a succhiare il suo cazzo pulsante.
Il giorno dopo mi vestii e mi preparai per andare al lavoro come se mi stessi preparando per un appuntamento importante, sapevo che lo avrei incontrato alla stazione, lasciai i miei capelli biondi sciolti, indossai un vestito a fiori leggermente trasparente, sandali con il tacco alto che valorizzano le mie lunghe gambe, ed un trucco leggero, non potevo più negarlo a me stessa volevo eccitarlo, provocarlo, aveva ragione lui volevo il suo cazzo dentro di me. Appena mi vide, capì e mi disse: “ Vieni con me, oggi sei mia!”, prese la mia mano e io lo segui nella sua auto senza dire una parola, mille pensieri ed un’eccitazione fortissima, tra le mie cosce un fiume in piena.

Dopo avergli fatto un pompino mi ha sbattuta sul letto

Mi ha sbattuta sul letto a pecora, non potevo non toccarmi. Ero tutta bagnata

Da bambina a troia vogliosa

In poco più di 10 minuti eravamo a casa sua, le persiane erano chiuse e la stanza in penombra, ma dalle finestre spalancate entrava una brezza primaverile che rinfrescava l’aria e mi faceva sentire stranamente calma. Lui non perse tempo, fece scivolare il mio vestito sul pavimento ed io rimasi li in piedi sui miei tacchi con un perizoma bianco ed un reggiseno a balconcino che lasciava in bella mostra le mie tette sode.
Lui mi spinse a terra costringendomi ad inginocchiarmi, si sbottonò i pantaloni e senza perdere tempo tiro fuori il suo grosso cazzo, me lo spinse in bocca con forza ed io cominciai a succhiarlo a leccare la sua cappella con avidità, aveva un sapore dolce e continuai a fare avanti e indietro sulla sua asta sempre più dura, finché non mi prese in braccio come una bambina e mi portò in camera gettandomi sul letto dove avrebbe fatto di me una troia vogliosa.
Mi spogliò completamente, tolse anche i suoi vestiti ed iniziò a leccarmi la figa calda e già tutta bagnata, la sua lingua spingeva sul mio clitoride con forza facendomi godere e gemere di piacere, poi con decisione entrò dentro di me con il suo grosso membro. Avrebbe potuto fare di me quello che voleva, mi sentivo una vera cagna in calore.
A quel punto ero talmente eccitata che desideravo solo provare il suo cazzo nel culo, volevo più di ogni altra cosa che mi sfondasse, volevo provare quel sesso anale tanto eccitante che fino ad allora avevo solo immaginato. Non osai dirgli che il mio culo era vergine, tanto quell’uomo sembrava sapere tutto di me, priva di ogni inibizione, semplicemente mi girai a pecorina e glielo offrii.

Da bambina a troia vogliosa

Dopo poco mi sono ritrovata su di lui cavalcandolo come una troia

Il mio primo rapporto anale

Capì immediatamente cosa volevo e non perse tempo, sentii la sua cappella appoggiarsi dietro sul buco del il mio culetto e spingere, prima piano, poi con più decisione e forza. Mentre entrava provai molto dolore e per un attimo esitai e feci per ritrarmi, ma lui me lo impedì, si aggrappò ai miei fianchi e mi tirò a se, facendo entrare tutto il suo cazzo dentro di me con un colpo secco e violento, per poi continuare ad uscire ed entrare con un ritmo sempre più veloce e più forte, fino a farmi sentire le sue palle sbattere contro la mia vagina. Non mi ero mai sentita così tanto troia, non avevo mai goduto così tanto e sentivo anche lui godere, sentivo il suo membro pulsare dentro il mio culo, fino a quando arrivò all’orgasmo e con una ricca sborrata riversò il suo seme dentro di me. Sentivo il suo sperma caldo, uscire dal mio buco sfondato e colare sulle mie cosce sudate. Lui si alzò e andò verso la porta del bagno per lavarsi, con aria quasi severa, che mi spiazzò, mi disse solo: ” Torna a casa a fare la brava bambina, i sodi del taxi sono sul comodino e quando esci chiudi la porta”. Poi cambiò espressione e con un sorriso accattivante aggiunse: ” Non temere non è un addio, ci vedremo ancora, ho degli amici da presentarti” Feci quello che mi aveva detto, mi ricomposi e uscii dall’appartamento soddisfatta, ma nuovamente eccitata al pensiero di rivederlo e di conoscere i suoi amici, avevo sempre voluto provare l’emozione di una Gangbang, di una doppia penetrazione, ormai avevo superato le mie insicurezze. Avrei rivisto altre volte quell’uomo che sapeva davvero inspiegabilmente leggere dentro di me, avrei fatto cose che ancora non conoscevo, giochi erotici e sesso estremo, avrei conosciuto intimamente i suoi famosi amici… ma questa è un’ altra storia e ve la racconterò la prossima volta. Ora torno a fare la brava bambina!

Il mio primo rapporto anale

E’ stata la mia prima volta, nessuno ancora era riuscito a convincermi a prenderlo in culo

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