Vibratore Telecomandato in pubblico, a cena in hotel

Vibratore Telecomandato in pubblico, a cena in hotel

Ci accordammo nel pomeriggio, per una breve fuga d 'amore, io e mio marito. Infatti quella sera ci incontrammo in un parcheggio e da li, caricata la mia borsa, salii sulla sua auto. La meta era Molveno, località montana molto carina, ma per mio marito avevo preparato un paio di sorpresine molto eccitanti ed erotiche...

Il viaggio non fu certo tranquillo, come succede alle coppie stanche di vedersi e di parlarsi, bensì fu un’avventura unica. Appena partiti mi avvicinai al suo collo e baciandolo salii con la lingua verso l ‘orecchio. Sentivo la sua pelle accapponarsi e l ‘eccitazione salire dal suo corpo. Le mie mani si allungarono e cominciai ad accarezzargli il pene , gonfio a tal punto che stava per scoppiare dai pantaloni. La zip scese piano piano e ne uscì un cazzo talmente turgido e grosso , da sembrare la canna di una colt. In un attimo la mia bocca era piena e cominciai a spompinarlo. Immaginavo la mia bocca che in quel momento sostituiva la vagina bagnata e calda e il cazzo che la penetrava facendo uscire gocce del suo sperma e di cui assaporavo il sapore. Era un’ eccitazione unica a tal punto da dover fermare l’auto.

Ma non volevamo terminare ancora, era solo l’inizio della nostra serata, così per non rovinare quelmomento così speciale, decidemmo di aspettare l’arrivo in hotel. Giunti alla meta, ci rimase poco tempo per proseguire il nostro gioco poiché, essendo affamati “di cibo” preferimmo cenare al ristorante dell’hotel.

Una cena con sorpresa: il mio piccolo vibratore speciale

Ma per questa cena in hotel, avevo preparato un giochino erotico inaspettato per mio marito: si perché in camera mi misi l’ovetto in vagina. Questo piccolo vibratore telecomandato a distanza che si può accendere o spegnere a piacimento, dando alla donna sensazioni di piacere fino all’orgasmo.

Al tavolo infatti posi nella sua mano il miracoloso aggeggio e senza dirgli nulla lui intuì subito di cosa si trattasse. In pochi secondi era in funzione e tra una portata e l ‘altra il mio viso arrossiva mentre il corpo passava dalla rigidità al rilassamento. Era molto imbarazzante ma nello stesso tempo mi eccitavo da morire, ho sempre adorato il sesso in pubblico ma quest’esperienza era davvero unica al mondo.

Eravamo entrambi così eccitati che non riuscimmo nemmeno a goderci un drink dopo cena per la fretta di salire in camera da letto. Già in ascensore ci baciammo appassionatamente e incollata contro la parete cominciò a penetrarmi. Arrivammo in stanza semi nudi e con un’eccitazione alle stelle.

vibratore telecomandato in pubblico

 

Dopo l’eccitazione in pubblico, il sesso nella camera d’albergo

Come indemoniati ci buttammo sul letto e diventammo un’unico corpo. Mi ritrovai con le gambe divaricate e la sua lingua che mi leccava la figa umida e bagnata, pronta all’orgasmo. I miei capezzoli in tiro lo invogliavano a succhiare il seno tondo e morbido come una vacca. In quel momento avrei voluto scopare con più uomini, non ero in me! Gli presi il cazzo in bocca e con la lingua stuzzicavo il prepuzio che a vista d’occhio si gonfiava . Mi girai prona e gli porsi il culo aperto e pronto per farsi sodomizzare . Eravamo in estasi.

Sentivo il cazzo dentro e fuori da me, come una cagna in calore . Mi misi a quattro zampe per poterlo ricevere meglio mi sentivo talmente troia, che mentre mi inculava , mi masturbai. Nel frattempo mi sentivo pompare nel culo il suo cazzo fino a che accompagnato da un urlo mi sborro’ dentro, inondandomi del suo sperma ed io ebbi un orgasmo e poi un altro ancora. Fu magnifico sentire il liquido caldo che mi riempiva tutta. Quella notte ci addormentammo sfiniti ma non sapevamo cosa ci aspettava l’indomani sulle piste da sci.

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